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#Siria La cronaca @ahmed, blogger in Usa

“In Siria sono stati uccise 35 persone oggi. In tutto 130 da quando sono arrivati gli osservatori della lega araba”, scrive Ahmed Al Omran, studente di giornalismo a Washington. Ahmed Al Omran @ahmed ha ricevuto una lettera che pubblica in un suo tweet: “Carso studente saudita negli Usa, il governo è preoccupato che quello che stai facendo potrebbe metterli in imbarazzo”. Ahmed raccoglie le notizie di quello che sta accendo durante la rivoluzione in Siria”. “Il video che mostra il tank aprire il fuoco presto oggi…”. “Il video che mostrano le proteste notturne a Kafr Souseh, Damasco”. “Un dottore che estrae un proiettile dal corpo di un ragazzo”.

La cronaca della rivoluzione in Siria di @ahmed

#SYRIA Uccisi 35 manifestanti · expost24 · Storify

BEIRUT (Reuters) – Il capo dei combattenti dell’opposizione siriana ha ordinato di sospendere gli attacchi contro le forze di sicurezza durante la missione della Lega Araba, che mira a verificare se Damasco abbia effettivamente messo fine alla repressione militare delle proteste contro il presidente Bashar al-Assad.

Il colonnello Riad al-Assad ha detto che le sue forze finora non sono riuscite a parlare con gli osservatori, e che lui sta cercando di contattarli con urgenza.

“Ho dato ordine di fermare tutte le operazioni dal giorno in cui la commissione è entrata in Siria venerdì scorso. Tutte le operazioni contro il regime devono fermarsi ad eccezione di situazioni di autodifesa”, ha detto oggi Riad al-Asaad, a capo dell’Esercito siriano di liberazione, al telefono a Reuters.

“Abbiamo cercato di comunicare con loro e abbiamo chiesto un incontro con la delegazione. Finora senza successo. Non ci è stato dato alcun numero (di telefono) degli osservatori… E nessuno ci ha contattati”", ha aggiunto il comandante.

Assad ha accettato il piano della Lega Araba che ordinava il ritiro, verificabile, delle truppe e dei mezzi pesanti dalle città della Siria in cui oltre 5.000 persone, da marzo, sono rimaste uccise per lo più nella repressione delle proteste ma anche negli attacchi dei ribelli.

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