Schermata 2012-01-16 a 01.28.45

“Comandante torni a bordo!” Naufragio #Concordia

Grosseto- Va agli arresti domiciliari Francesco Schettino, il comandante della Costa Concordia naufragata all’Isola del Giglio. Il Gip Valeria Montesarchio ha deciso oggi intorno alle 20 di non convalidare il fermo del capitano e di disporre la misura cautelare degli arresti domiciliari presso la sua abitazione, accogliendo cosi’ sostanzialmente le richieste della difesa. La Procura aveva chiesto la convalida del fermo e la custodia cautelare in carcere. ”Abbiamo interrogato Schettino – aveva detto nel primo pomeriggio il procuratore capo Francesco Verusio – ha fornito la sua versione dei fatti. Era lui al comando della nave al momento dell’impatto, la sua ricostruzione dei fatti non ha modificato l’impianto accusatorio”. Nel corso dell’interrogatorio di garanzia, ha riferito l’avvocato Bruno Leporatti, Schettino ha ”precisato che non ha abbandonato la nave”. A chi pero’ gli faceva notare che testimoni e registrazioni indicano che Schettino era a terra prima della completa evacuazione della nave, l’avvocato ha precisato che ”la nave aveva in quel momento uno sbandamento di novanta gradi, provate voi a risalire su una imbarcazione che ha uno sbandamento di novanta gradi a meno che non vi trasportino con un elicottero”.

”Sull’incidente – ha spiegato il legale riportando le parole del suo assistito – ha detto che si e’ trovato uno scoglio davanti al percorso di navigazione, purtroppo”.

L’avvocato Leporatti ha aggiunto che Schettino ha ”rivendicato quello che e’ stato il suo ruolo di direzione della nave successivo all’urto che ha prodotto il risultato di salvare centinaia se non migliaia di vite”.

Intanto si aggrava il bilancio delle vittime del naufragio. Oggi sono stati trovati altri cinque corpi (di quattro uomini e una donna, tutti adulti) che portano a 11 il numero complessivo delle vittime fino a questo momento. I dispersi sono invece 22.

Le ricerche proseguiranno anche di notte: ”Continueremo – spiega la Guardia Costiera – a cercare salme o persone vive fino a quando non sara’ stata esaminata tutta la nave e ci vorra’ ancora parecchio tempo”.

Sul caso oggi e’ intervenuto anche il ministro dei Trasporti Corrado Passera che in audizione ha detto che quello della nave Concordia e’ ”un caso drammatico, un clamoroso caso di errore umano, di non rispetto di una policy o delle regole”. ”Non c’e’ alcun dubbio che si debba fare in modo che tragedie come queste, ascrivibili a ragioni futili e umane non si ripetano mai piu”’, ha detto il presidente del Senato, Renato Schifani.

Domani, intanto, inizieranno le procedure per lo svuotamento del carburante dalla nave: in un primo momento dovranno essere effettuate operazioni sul carburante (circa 2.400 tonnellate) e da giovedi’ dovrebbe partire il travaso. (Asca)

GIGLIO – Sei morti. I sommozzatori dei Vigili del fuoco, che insieme a quelli della Guardia Costiera hanno continuato le ricerche per tutta la notte, hanno trovato stamane un altro cadavere all’interno della nave da crociera Costa Concordia naufragata venerdì sera davanti all’isola del Giglio.

Lo ha riferito oggi la Guardia Costiera, aggiungendo che si tratta di un uomo che indossava il giubbotto salvagente e si trovava sul secondo ponte. Restano ancora 16 le persone che mancano all’appello, secondo quanto ha dichiarato stamane il prefetto di Grosseto, Giuseppe Linardi.

Sale così ad almeno sei il numero delle vittime, con 70 feriti, provocati dall’impatto venerdì sera della Costa Concordia – circa 4.200 le persone a bordo fra passeggeri ed equipaggio – con uno scoglio che l’ha fatta inclinare su un fianco e affondare parzialmente a poche centinaia di metri dall’isola del Giglio.

“I dispersi attualmente sono 16 ma il dato si sta ancora perefezionando con riscontri incrociati e per avere una cifra definitiva servirà ancora qualche ora”, ha detto il prefetto, aggiungendo che “sul fronte dei soccorsi il problema sono le condizioni meteo in peggioramento”.

Carnival, la società con sede a Miami che possiede Costa Crociere ha detto di prevedere che il naufragio impatterà per almeno 85-95 milioni di dollari sui suoi utili 2012. Il titolo Carnival alle 9,20 perde quasi il 19% alla borsa di Londra.

Ieri in una nota, la compagnia Costa Crociere ha dichiarato che sono emersi “gravi errori del comandante” Francesco Schettino, in stato di fermo su disposizione della procura di Grosseto con le ipotesi di reato di naufragio, omicidio colposo plurimo e abbandono della nave.

Costa nella nota dice che il capitano potrebbe “non aver seguito le procedure di Costa Crociere che sono in linea, e in alcuni casi vanno oltre, gli standard internazionali” e cita possibili “gravi errori di giudizio che hanno avuto gravissime conseguenze: la rotta della nave è risultata troppo vicina alla costa e sembra che le sue decisioni nella gestione dell’emergenza non abbiano seguito le procedure”.

Il procuratore capo di Grosseto Francesco Verusio aveva dichiarato che è già in corso l’esame della “scatola nera” della grande imbarcazione che finora, secondo il magistrato, avrebbe già evidenziato una differenza di un’ora fra l’impatto con lo scoglio alle 21,45 e l’allarme alla Guardia Costiera alle 22,43, e il fatto che la Costa Concordia “era a soli 150 metri dalla riva”.

Secondo testimoni intervistati nei giorni scorsi dalle tv era frequente che la Costa Concordia, anche nei mesi scorsi, passasse vicino al Giglio per salutare gli abitanti e per far vedere l’isola ai passeggeri.

Isola del Giglio (Grosseto)/Ansa- Altri due morti, e fanno cinque.

A 48 ore dal naufragio, dalla pancia della Costa Concordia piegata a 90 gradi davanti all’isola del Giglio, riemergono i primi due cadaveri, che si vanno ad aggiungere ai tre recuperati in acqua la sera di venerdi’. Un bilancio destinato probabilmente a salire ancora, visto che i numeri ufficiali parlano di 17 dispersi. E riemerge anche la scatola nera, da cui stanno arrivando le prime conferme a quello che tutti, al Giglio, hanno visto: la Concordia era a soli 150 metri dalla costa, un punto dove non avrebbe mai dovuto essere. l’allarme e’ stato dato un’ora dopo l’impatto con lo scoglio. Perche’?

Da parte sua Costa Crociere si e’ difesa sottolineando che il comandante aveva superato tutte le verifiche di idoneita’ e che l’equipaggio era addestrato alla gestione delle emergenze. Il ritrovamento dei due corpi e’ avvenuto nel pomeriggio di una giornata che era iniziata in tutt’altra maniera: i Saf dei vigili del fuoco avevano infatti ritrovato vivi nella notte una coppia di coreani in viaggio di nozze, Hye Jim Jeong e Kideok Han: erano rimasti chiusi nella loro cabina, non avendo sentito l’allarme. ”Avevamo paura di morire di fame e di freddo, temevamo che nessuno ci sentisse” hanno raccontato.

In salvo anche Marrico Giampetroni, il commissario capo della nave, quello che molti gia’ chiamano eroe: la sera del disastro ha aiutato moltissima gente a raggiungere le scialuppe per mettersi in salvo. Poi e’ tornato nel salone ristorante per vedere se c’era qualcun altro ed e’ scivolato, rompendosi la gamba. ”Ho sempre sperato nella salvezza” ha detto ai pompieri quando l’hanno raggiunto e portato via dall’incubo.

[...]Due sfortunati li hanno trovati i sub della Guardia Costiera. Stavano perlustrando la zona di poppa della murata di dritta: in quello che era il terzo ponte, nei pressi del punto di raccolta indicato con la lettera ‘A’, c’erano i cadaveri di due uomini anziani. Entrambi avevano il giubbotto salvagente, segno inequivocabile che non hanno fatto in tempo a raggiungere le zone piu’ sicure della nave, per mettersi in salvo. Identificarli e’ stato quasi facile: lo spagnolo Guillermo Gual, 69 anni, aveva i documenti in tasca; Giovanni Masia, 86 anni, invece, aveva al collo una piastrina con le sue generalita’. Giovanni era in crociera con la moglie Giuseppina. Il figlio Claudio, cassintegrato della Ilva, aveva deciso di accompagnarli nel loro ‘primo’ viaggio fuori dalla Sardegna dopo il viaggio di nozze. A casa son tornati lui, sua moglie e i suoi figli, una nipotina, Giuseppina. Giovanni no. Ed e’ molto probabile che non sia l’unico.

Secondo il presidente della provincia di Grosseto e la Costa, mancano all’appello 17 persone: 11 passeggeri e 6 membri di equipaggio.

[...] Al centro degli accertamenti c’e’ sempre il comandante Francesco Schettino, ora smentito anche dai dati della scatola nera. Ma non solo: l’uomo avrebbe dato l’allarme un’ora dopo l’impatto e quando gli uomini della Guardia Costiera, nelle concitate fasi del soccorso, gli avrebbero detto di risalire sulla nave, lui si sarebbe rifiutato.

L’indagine dovra’ poi chiarire se e’ vero, come sostengono tutti al Giglio, che quella di fare l’ ‘inchino’ all’isola suonando le sirene e’ un’usanza che tutti i comandanti, e dunque anche Schettino, rispettano. Tanto che il sindaco ad agosto, scrisse una mail di ringraziamento ad un vecchio comandante della Costa, che era passato vicino all’isola. Mail imbarazzante e quantomeno fuoriluogo, pensando alle vittime della Concordia, ormai piegata su un fianco.

GROSSETO - E’ proseguita durante tutta la notte – anche dopoil ritrovamento della coppia di neo-sposi coreani in crociera nel Mediterraneo per il viaggio di nozze – la minuziosa ispezione dei vigili del fuoco sulla nave Costa Concordia che ha fatto naufragio venerdi’ sera davanti all’Isola del Giglio.

Stamattina un nuovo salavataggio: i Vigili del Fuoco, allertati dai rumori provenienti dal ponte 3, hanno raggiunto e portato a terra il capo commissario di Bordo Marrico Giampetroni. L’uomo sembra essere in buone condizioni. L’area in cui si trova il superstite e’ in parte allagata e corrisponderebbe alla parte della nave che si trova al livello dell’acqua del mare. Inoltre la presenza di materiali pericolanti ha contribuito a ritardare il salvataggio. Nell’ispezione si procede anche facendo un confronto fra l’elenco dei nominativi e delle rispettive assegnazioni delle cabine, rispetto ai presunti dispersi di cui si ha conoscenza a questo momento.

Considerando i 3 sopravvissuti e basandosi sulle cifre ufficiali di ieri sera, i dispersi della Concordia sono calati da 41 a 38 e i soccorritori confidano di trovarne altri. Le ricerche nel relitto semi-affondato proseguiranno no-stop per tutta la giornata di oggi.

Sommozzatori e specialisti dei nuclei speleo-fluviali dei vigili del fuoco procedono ispezionando ‘cabina per cabina’ con la speranza di raggiungere altre persone rimaste intrappolate. Quando sulla Costa Concordia sono partiti i black out elettrici dopo l’impatto con uno scoglio, si sono bloccate le serrature elettroniche delle porte delle cabine, che vengono aperte con badge, e non e’ escluso – viene ipotizzato – che qualcuno sia rimasto chiuso dentro anche per questo senza poter fuggire.

Stanotte a causa del buio e’ stato possibile ispezionare solo la parte della nave rimasta fuori dall’acqua, mentre per verificare la parte sommersa si e’ dovuto attendere che facesse luce col nuovo giorno. L’operazione viene svolta in modo accurato e, in particolare per la parte sott’acqua, e’ previsto l’impiego di speciali strumenti tra cui telecamere capaci di ‘vedere’ oltre gli oblo’ e di fendere le oscurita’ marine nelle aree allagate. Intanto gli alberghi della Maremma nella notte hanno continuato a ospitare parte dei sopravvissuti che devono ancora tornare a casa. (Ansa)

PORTO SANTO STEFANO – Sono due turisti francesi e un peruviano, membro dell’equipaggio, i tre uomini morti nell’incidente della Costa Concordia davanti all’Isola del Giglio. I corpi si trovano all’obitorio di Orbetello e la Procura ha disposto l’autopsia. Secondo i primi esami medici sarebbero annegati.

GROSSETO - ”Eravamo a cena ieri sera quando ha cominciato a tremare tutto, la luce e’ andata via e la gente ha cominciato a gridare aiuto. Un’ora dopo e’ suonata la sirena ed e’ stato dato l’ordine di evacuazione. Siamo andati alle scialuppe, ma non tutte andavano in acqua, alcune sono cadute sui ponti e c’e’ chi e’ rimasto ferito o contuso”. Questa la testimonianza di due turiste che erano a bordo della nave Costa Concordia naufragata all’isola del Giglio. Ilaria, 23 anni di Roma, e Safa 22 anni di Perugia, erano in crociera per seguire un corso di formazione.

”Dopo che ha tremato tutto – continua il loro racconto – la nave ha cominciato a piegarsi su un lato. Nella sala ristorante sono caduti oggetti, bicchieri, vassoi e piatti. Ci siamo anche feriti ma la cosa piu’ drammatica e’ sentire la voce delle persone, in particolare delle mamme, chiamare i propri familiari, soprattutto i bambini. Era buio e non sapevamo cosa fare. La gente cadeva in terra mano a mano che la nave si inclinava. Sentivamo la voce del comandante ma abbiamo pensato a correre verso un’uscita”.

Come gli altri passeggeri anche Ilaria e Safa sono corse alle scialuppe di salvataggio: ”Ma per l’inclinazione della nave alcune scialuppe non sono state calate in acqua – hanno raccontato le due superstiti – sono finite sui ponti sottostanti e crediamo che in parecchi si siano fatti male o siano rimasti contusi. C’era anche chi si buttava in acqua”.

Anche le due ragazze sono state medicate al ”punto medico avanzato” allestito dalla Protezione Civile sulla banchina del porto dell’isola del Giglio subito dopo il primo soccorso per alcuni piccoli tagli e per le contusioni ricevute nell’emergenza. (Ansa)

ISOLA DEL GIGLIO (GROSSETO) – E’ di 3 morti e 14 feriti il bilancio, al momento,  dell’incidente che ha coinvolto ieri sera la nave Costa Concordia, secondo quanto rende noto il prefetto di Grosseto Giuseppe Linardi. Non c’e’ certezza che tutte le persone a bordo siano state recuperate: ”Deve essere ispezionata – spiega Linardi – la parte della nave che e’ sott’acqua. Si procedera’ con i  sommozzatori”.

Uno squarcio lungo almeno 70 mt. sulla fiancata di sinistra e un’inclinazione di 80 gradi dalla parte opposta: si presenta cosi’ la Costa Concordia, la nave naufragata ieri al Giglio. A bordo della nave sono in corso le operazioni di soccorso con i vigili del fuoco alla ricerca di eventuali dispersi. La nave e’ a ridosso degli scogli.

Nell’urto violentissimo con il fondale marino, la nave Concordia, naufragata ieri sera al Giglio, ha letteralmente strappato uno scoglio, che è rimasto conficcato nello squarcio apertosi sulla carena della nave. Secondo una prima e non completa ricostruzione dell’incidente, la nave avrebbe urtato tra le 21,20 e le 21,40 un gruppo di scogli denominato “le Scole” che si trovano a circa 500 metri alla destra del porto guardando la terraferma.

Circa 60 persone sono state liberate dai Vigili del Fuoco in una parte della stessa nave dove erano rimaste intrappolate. Lo si apprende dalla Prefettura di Grosseto e, secondo quanto spiegato, i sessanta erano in ponti della nave Concordia non rimasti sommersi dall’acqua. Tuttavia queste decine di passeggeri non sono riuscite a scappare con gli altri perche’ ogni via di fuga era bloccata.

Il prefetto di Grosseto Giuseppe Linardi ha detto che ”non possiamo escludere” che ci siano dei dispersi tra le persone che erano a boro della nave Costa Concordia. Si attende l’intervento dei sub, spiega, per verificare se qualcuno sia rimasto nella parte della nave sommersa e poi ”non si puo’ escludere, siccome c’e’ stato grandissimo panico e alcune delle persone si sono buttate in
mare, che puo’ anche darsi che qualcuna di queste non si sia riusciti a soccorrerla”.

”La parte della nave che non e’ sommersa – ha aggiunto il prefetto – e’ stata tutta ispezionata dal comandante provinciale dei vigili del fuoco, sono state trovate alcune persone, che sono state soccorse e portate in salvo all’isola del Giglio”.

Linardi aggiunge che in circa 1.500 stanno arrivando o sono arrivate a Porto S.Stefano, trasportate con tre navi. In totale per l’accoglienza in tutta la provincia sono stati recuperati 3229 posti.

La paura arriva all’ora di cena, quando le 4.200 persone a bordo della Costa Concordia (oltre 3.000 dei quali passeggeri e circa mille di equipaggio) sono a tavola ai ristoranti della nave da crociera nei pressi dell’Isola del Giglio: uno scossone, poi la luce che va via. Il tempo di capire quello che sta succedendo e l’invito ad indossare i salvagente e avvicinarsi alle scialuppe, ”per precauzione”. Qualcuno, a bordo, ha pensato al Titanic, di cui tra tre mesi, il 15 aprile, ricorre il centesimo anniversario dell’affondamento.

Sembrava, all’inizio, che questa avventura si fosse conclusa senza gravi conseguenze, solo tanta paura. Ma poi, durante l’evacuazione, qualcosa non ha funzionato: molti passeggeri sono caduti in acqua, qualcuno forse vi si e’ gettato per la paura mentre lo scafo si inclinava sempre piu’, e ha dovuto vedersela con il freddo del mare e della notte. Tutte da accertare le cause della morte delle vittime: ipotermia, forse, ma non si esclude un malore, ne’ si sa se fossero tra quelli finiti in acqua.

La nave era attesa a Savona per la prima tappa della crociera ”Profumo degli agrumi” nel Mediterraneo, ed era partita circa due ore prima da Civitavecchia. L’Isola del Giglio, dove i passeggeri sono stati evacuati in attesa di essere trasferiti in altri luoghi con maggiore ricettivita’, era a due passi quando il ”tempio galleggiante del divertimento”, per motivi ancora da accertare, si e’ incagliata alle secche di Punta Gabbianara, la punta piu’ a sud dell’isola con alte scogliere, meta preferita dei sub.

La Concordia ha cominciato ad imbarcare acqua e ad inclinarsi sul fianco destro a causa di una falla che si sarebbe aperta nella zona di poppa. E proprio dall’Isola del Giglio sono partiti i primi soccorsi. Il sindaco, Sergio Ortelli, ha messo a disposizione scuole, asili, alberghi, ”qualsiasi cosa abbia un tetto” e il parroco ha aperto la chiesa per ospitare i passeggeri della nave. Piu’ tardi e’ cominciato, per alcuni di loro, il trasferimento in traghetto a Porto S.Stefano.

“Stavamo cenando quando è andata via la luce, abbiamo sentito un colpo e un boato, e le stoviglie sono cadute per terra”: cosi’ ha raccontato all’ ANSA Luciano Castro, da bordo della Costa Concordia. All’inizio e’ stato detto che si trattava di un guasto elettrico, ma tutti si sono accorti che i bicchieri sul tavolo non stavano piu’ in piedi. “Scene da Titanic”, commenta con l’ ANSA Mara Parmegiani, giornalista, come Castro, e anche lei per caso tra i crocieristi della Concordia. Prima l’invito ad avvinarsi alle scialuppe ”per precauzione”, poi ogni incertezza e’ stata spazzata via da sette fischi brevi ed uno lungo: il segnale di abbandono nave. Verso la Costa Concordia che stava calando le scialuppe si sono avvicinati anche altri natanti che incrociavano nella zona, anche uno dei traghetti che
fa servizio tra l’Isola del Giglio e Porto Santo Stefano, mezzi dei vigili del fuoco da Livorno e da Civitavecchia, delle capitanerie di porto e della guardia di finanza.

Verso l’una la situazione si complica: l’armatore fa sapere che ”la posizione della nave, diventando più difficoltosa, sta complicando le ultime operazioni di sbarco”. E’ sul fianco, ormai, e a bordo ci sono ancora centinaia di persone. Prima dell’arrivo degli elicotteri, in diversi cadono nelle acque gelide del Tirreno a gennaio. All’ANSA giunge la telefonata di due genitori in ansia per il figlio in viaggio con moglie e due bambine di 3 e 4 anni. ”Sono ancora li’, fate qualcosa”. Poi, per loro, un sospiro di sollievo: Gianluca Gabrielli e la sua famiglia ce l’hanno fatta; sono sulla banchina del Giglio e hanno una coperta. Solo un lenzuolo, invece, ricopre il cadavere della prima vittima, un uomo di 65-70 anni. Il Prefetto ha richiesto la lista dei passeggeri, per poi provvedere all’appello. (Ansa)

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