Macao è in silenzio radio. Nessun suono. Era iniziato tutto con uno striscione calato da una finestra della torre Galfa di Milano, con scritto: “Si poteva anche pensare di volare”. Un’altra scritta è stata dipinta, prima di consegnare all’alba palazzo citterio alle forze dell’ordine, dagli abitanti di Macao: “La vostra politica crea il vuoto”. Un museo incompiuto da quarant’anni, palazzo Citterio, occupato dopo lo sgombero dalla torre Galfa, è stato svuotato .

Inizia il silenzio stampa #macao
— MACAO (@MacaoTwit) Mag 22, 2012
Il dibattito, dopo la pubblicazione del comunicato dello sgombero di Macao a Palazzo Citterio, ha invaso la sezione dei commenti nella fanpage. “Che sia privato o pubblico a Milano si ragiona nella stessa maniera: con gli sgomberi. Bisogna essere in tanti per dire che la cultura ci appartiene e non è esclusività di quei pochi che la difendono con gli eserciti”. Luca, ribatte: “Se occupi vieni sgomberato e ci sta, fa parte del gioco. Se scegli di occupare in centro e’ ancora più normale…”. E anche Luciano si accoda, ricordando la disponibilità degli spazi all’ex Ansaldo, previsto con un bando: “Gente, c’è un’amministrazione ben disposta e c’era l’Ansaldo… si aprissero gli occhi, una volta tanto…”.
Replica Luc: “Ben disposta un’amministrazione che sgombera con l’esercito solo perché ha interessi nell’expo e nei milioni stanziati per palazzo Citterio? …Perché Macao avrebbe dovuto avere più diritto di altri? Boeri voleva scatenare una guerra tra poveri per l’assegnazione di spazi”. A cui segue la risposta di Paola. “Magari hanno sgomberato perchè Palazzo Citterio è della città e dei suoi cittadini, non di Macao… - si legge nel commento - che con tutte le sue buone intenzioni (lo dice una a cui siete piaciuti da subito) non ha saputo spiegare le proprie istanze…”.
Ma che fine farà Macao? “Penso che gli Sgomberi giochino a Nostro favore – scrive Fabio nella fanpage – Perchè danno occasione a Macao di occuparne un’altro! L’effetto è la moltiplicazione delle azioni,non la loro estinzione.Quando i cittadini comprenderanno l’utilità di queste azioni di sensibilizzazione faranno Macao da soli”.”….Adesso la città sa che esistono un Palazzo Citterio e una torre Galfa disabitate da anni, legate in qualche modo al malaffare ed alla cattiva gestione e le terrà d’occhio, ne sono sicuro, la cosa però ha fatto incazzare molte persone – aggiunge Donato – Sgomberi a tempo di record quando a Milano ci sono voluti anni per sgomberare il fortino della mafia di Via Montello 6″. E Francesco commenta: “qui si parla di occuparsi di palazzi di cui qualcuno che dovrebbe occuparsene e non se ne occupa. Macao non occupa spazi ma si occupa e si preoccupa degli spazi”.
Macao, basta guardarsi qui attorno in Europa, ricorda spazi come il Tacheles a Berlino e Lx Factory a Lisbona. C’erano orti urbani, case, stanze, progetti. Un cantiere, con architetti al lavoro. Un laboratorio creativo aperto e pubblico. Una formula creativa alle misure di austerità che servono a rallentare la caduta forse ma non ad attutire l’atterraggio.
m.g