| Una “internazionale” di estrema destra che odia l’Europa. “Il nuovo volto del Cyberpopulismo” è uno studio pubblicato Demos Uk, che spiega i dati delle interviste rilasciate da 13mila militanti di destra. I ricercatori li hanno incontrati nei social media. Lo scopo era di fare una analisi della nuova destra in Europa | |
, chiedendo agli utenti come vedevano i cambiamenti della società. ”Partiti nazionalisti populisti e movimenti stanno crescendo e guadagnando consensi in tuta Europa – si legge nel rapporto – Sono gruppi noti per la loro opposizione all’immigrazione, per la loro posizione anti-estabilishment e la loro preoccupazione per la protezione della cultura nazionale. L’aumento della popolarità è andato di pari passo con l’avvento dei social media, sono abili a usare le nuove tecnologie per amplificare il loro messaggio, reclutare e organizzare”. Il caso più rilevante si registra in Ungheria dove la terza forza politica del paese è il partito di estrema destra Jobbik.
“Il movimento populista e nazionalista si esprime soprattutto in rete, ”riunisce tanto i provocatori dell’English Defence League quanto politici più tradizionali come l’olandese Geert Wilders o lo svedese Jimmie Åkeson” spiega l’editorialista Anders Lindberg su Aftonbladet di Stoccolma: “I suoi membri non hanno fiducia nei responsabili politici né nel sistema giuridico; votano, anche se dubitano che il loro voto possa cambiare qualcosa. Sono per lo più uomini – solo un quarto dei militanti sono donne – giovani (due terzi dei cyberattivisti hanno meno di 30 anni). Si tratta di un cybermovimento internazionale che paradossalmente milita per il ripristino delle frontiere. Un’internazionale composta da individui che non amano gli stranieri”. I ricercatori di Demos, dallo studio sul nuovo volto del cyberpopulismo, hanno ricavato dei report che analizzano nello specifico la situazione degli estremisti di destra in ogni paese. Gli ultimi due rapporti riguardano la Svezia, pubblicato il 24 febbraio e l’Ungheria, pubblicato il 30 gennaio. Due focus su “chi sono” i militanti di estrema destra e l’analisi di come l’attivismo in rete, propaghi consensi. Attraverso le interviste dei fan di Facebook dei partiti di estrema destra Sweden Democrats e Jobbik.
I seguaci su Facebook di Sweden Democrats, sono uomini per il 74 per cento e donne per il 26 per cento. Sono soprattutto giovani: 63 per cento fra i sedici e i vent’anni. Un terzo degli intervistati ha dichiarato di provenire da Goteborg, un altro 30 per cento da Stoccolma, mentre un quinto ha citato Malmo e il 13 per cento Uppsala. Nell’insieme l’82 per cento ha dichiarato di avere una formazione scolastica che si ferma alle scuole superiori. Inoltre il 15 per cento, degli intervistati con più di 30 anni, ha risposto di essere disoccupato. La maggior parte del totale degli utenti sono studenti e si registra che le maggiori tesserate del partito Sweden Democrats, sono donne (53 per cento) rispetto agli uomini (43 per cento) e votano anche leggermente di più (66 per cento). In una lista di 18 possibilità è stato chiesto loro quali sono le loro maggiori preoccupazioni, sociali e politiche, nella loro nazione: “L’immigrazione”, ha risposto il 49 per cento dei supporter della pagina di Facebook e “l’estremismo islamico”, per il 37 per cento. La perdita di identità, riassunta nella paura del “multiculturalismo”, coinvolge il 26 per cento degli intervistati. Seguono il crimine (24 per cento) e la disoccupazione (19 per cento). I fan di Facebook del partito di estrema destra Sweden Democrats, è pessimista per il futuro: l’81 per cento dichiara che il paese “si trova sotto attacco”.
Il caso più rilevante è rappresentato dal partito di estrema destra Jobbik, in Ungheria, parte di questa “internazionale populista”, che ha ricevuto più consenso negli ultimi due decenni. “L’ideologia di Jobbik – fondato nel 2003 e ora terzo partito politico ungherese – unisce l’opposizione al capitalismo e al liberismo, con la retorica antisemita e contro i cittadini di origini rom”, scrivono i ricercatori di Demos Uk. “Il partito Jobbik è stato particolarmente efficace nel mobilitare i giovani ungheresi, utilizzando la comunicazione online – prosegue l’analisi – Il rapporto presenta i risultati di un sondaggio di oltre 2mila fan su Facebook di Jobbik, traccia un profilo attraverso i dati di chi sono i sostenitori del partito, cosa pensano e cosa li motiva a passare dal mondo virtuale al reale attivismo”. In tutto il paese nel suo complesso c’è una distribuzione equa degli utenti che utilizzano Facebook, per i lettori della pagina di Jobbik però non è così, il 78 per cento sono maschi e il restante 32 per cento sono femmine. Uno squilibrio analogo a altri gruppi di estrema destra in Europa occidentale. E i followers tendono a essere gioane rispetto alla media di età nel Paese, che utilizza i social media. La loro istruzione è per il 72 per cento di scuola primaria o secondaria il 22 per cento con una laurea in università o al college. Questo dato è significativo: gli ungheresi politicamente impegnati con una laurea sono il 17 per cento, i supporters di Jobbik il 22. E’ infatti da considerare che il 36 per cento dei sostenitori attualmente è uno studente. Da notare che il 12 per cento dei fans di Facebook di Jobbik è attualmente disoccupato (la corrente disoccupazione nazionale è del 10.6 per cento). Il solo 16 percento inoltre dichiara di fare parte del partito, rispetto all’83 per cento di fan che dichiarano di non essere tesserato di Jobbik. Comunque, l’82 per cento degli intervistati ha dichiarato di aver votato per il partito di estrema destra ungherese. E’ da notare che il 26 per cento dei sostenitori è preoccupato per la sicurezza. Ma soprattutto integrazione dei rom (28 per cento), poi la situazione economica (24 per cento), la disoccupazione (21 per cento) e l’aumento dei prezzi (19 per cento). E soltanto il 10 per cento degli intervistati ha risposto in modo affermativo, alla domanda “Ritieni che sia la politica la giusta strada per per rispondere tue aspettative?”Cosa significa per i fan di Facebook di jobbik, l’Unione Europea. Soprattutto “Perdita di identità culturale. Soltanto dopo viene la “Libertà di viaggiare per studio e lavoro”. Seguono risposte come “rifiuti”, “burocrazia”, disoccupazione” e “criminalità in più”Perché diventare fan di Jobbik online? Hanno risposto 473 individui: il 35 per cento detto che è motivato da ragioni di identità (40 per cento gli uomini, 24 per cento le donne).
In Ungheria è in corso un piano nazionalista, i giornalisti scrivono “Non chiamatela più Repubblica”. Il primo ministro Viktor Orban, per dirottare le opposizioni al suo partito Fidesz, cavalca l’onda populista di un paese in crisi che rischia la banca rotta. L’identità Ungherese contrapposta ad un nemico esterno. “L’affermazione dei valori nazionali ungheresi è al centro del progetto politico del primo ministro Viktor Orban: “Dall’inizio dell’anno questa ambizione è illustrata in quindici quadri, appositamente commissionati per una mostra al castello di Buda”, scrive il giornalista Peter Morvay. In Ungheria sta accadendo che a a Gyongyospata i disoccuppati rom, vengono obbligati a dei campi di lavoro per zappare, pulire le strade, con altre attività se non vogliono perdere i 200 euro al mese di sussidio di disoccupazione. La polizia a cavallo trafigge una manifestante vestita di bianco, in un quadro esposto in una galleria d’arte che serve per illustrare la costituzione. L’estrema destra va a teatro, con la nomina del nuovo direttore del teatro di Budapest che si ispira a un drammaturgo e politico di estrema destra. L’ondata autoritaria spegne Klub Radio, emittente indipendente, formata da giornalisti licenziati dalla radio pubblica. Un’eurodeputata ungherese dice “gli ebrei vadano a giocare con i loro peni circoncisi fuori dai confini”. Delle guardie di neonazisti hanno sorvegliato le case, sparato e ucciso i rom.
Il partito dell’estrema destra nazionalista Jobbik, ha 48 deputati, il capogruppo Gabor Vona, al momento di giurare sulla Costituzione, si era presentato vestito con il giubbotto della Guardia Ungherese, ala paramilitare del partito messa al bando dalla giustizia, con il simbolo dei Crocefrecciati, i nazisti magiari del 1944. Un anno fa: Il 23 febbraio scorso nel villaggio rom di Tatárszentgyörgy, poco dopo mezzanotte, uno sconosciuto ha lanciato delle bottiglie molotov su una casa. Quando i suoi abitanti hanno cercato di fuggire, l’aggressore ha sparato su di loro, uccidendo un uomo e il figlio di quattro anni. Il Movimento per una Ungheria Migliore (Jobbik Magyarországért Mozgalom) è un partito politico attivo in Ungheria dal 2003 . Nei video su YouTube, le espressioni più utilizzate dai suoi simpatizzanti sono “delusione” e “ho fiducia in loro”. Di fronte alla telecamera, i militanti di estrema destra dicono di sostenere questo partito perché conoscono il suo programma, considerato innovativo e valido. Jobbik infatti non è un partito nazista, scrive Balázs Ablonczy per Komment.hu, per il semplice motivo che il partito di Gábor non è un partito, ma tre partiti insieme. Tra i simpatizzanti di Jobbik ci sono anche gli elettori della destra radicale sottratti ad altri partiti, che temono l’invasione dell’Ungheria da parte degli imprenditori immobiliari israeliani e sono stufi del capitalismo, dell’Ue e del governo in generale. La loro forza è limitata, ma sono convinti che in Europa simili partiti sono capaci di influenzare le politiche del governo. Attribuiscono al loro partito un compito pedagogico: una volta al parlamento, potranno fare pressioni sul Fidesz [il partito conservatore favorito alle prossime elezioni] e spingerlo nella “giusta” direzione.
Julia Vasarhelyi, giornalista freelance, spiega: “In momenti difficili con una crisi economica politica e sociale, questi sentimenti antisemiti si rafforzano per forza, si cerca sempre quando ci sono dei guai i capri espiatori e un nemico interno: ebrei e rom nel caso dell’Ungheria. Con queste difficoltà finanziarie e politiche in Ungheria il sentimento razzista sta crescendo. Ed era già presente: il 10 per cento delle persone si dichiara antisemita e non nasconde di odiare gli ebrei. Il premier Victor Orban era liberale, ma è diventato negli anni autoritario e molto nazionalista, nutre il sentimento contro tutti quelli che non sono magiari veri ungheresi. E gli ebrei non lo sono – dicono loro – perché stanno nel mondo della finanza e dell’economia, rappresnetano capitali stranieri. Sostengono, come accadeva durante gli anni trenta, che ci sia un asse Budapest, Tel Aviv, New York, Bruxelles, che agisce contro interessi ungheresi e vogliono occupare e sfruttare la banche e il popolo ungherese e che i banchieri sono per la maggior parte ebrei. E’ fasullo. Ma Orban vuole avere il sostegno degli elettori dell’estrema destra e tollera questi discorsi, anche gli articoli e durante trasmissioni televisive vengono fatti discorsi antisemiti. Lui dice di non essere antisemita, ma tollera questo e non vi marca le distanze, legittima invece questa forza. A Budapest, passeggiando per le strade e durante le manifestazioni di piazza, si vedono maglie inneggianti al nazismo, persone in divisa nazista con elmetti e giubbotti a tema: ”E il governo tollera tutto questo. E’ molto pericoloso e giocare col fuoco, con l’aggravarsi della situazione economica”.
@freelance_2811

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